Sabato 30 maggio 2015 alle 10:00

L’Italia dei Ticinesi
Moby Dick 30.05.2015, 12:00
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Alberto Arbasino nel 1962 consigliava la gita a Chiasso. Indispensabile, secondo lo scrittore, per procurarsi certi libri necessari per entrare nel Novecento. Gli scambi culturali, come le relazioni economiche e politiche tra il Ticino e l’Italia sono molto cambiati, da allora. Tra le tappe recenti, basta ricordare gli accordi bilaterali, la votazione del 9 febbraio 2014, il nuovo polo culturale LAC.
Che cosa si aspettano i ticinesi da una gita a Milano, o più in generale in Italia (per continuare con la formula resa famosa da Arbasino)? Cosa spinge il ticinese a varcare il confine? E soprattutto, che immagine abbiamo oggi di quel che succede al di là del confine? Si va ancora alla Scala, o si preferisce Zurigo? L’Italia è ancora un polo di attrazione per gli scrittori e gli intellettuali ticinesi? Oppure ha perso smalto e non offre più gli stessi motivi di interesse, rispetto ai decenni precedenti?
L’edizione di “Moby Dick” è dunque incentrata sullo sguardo ticinese sull’Italia, uno sguardo caratterizzato da una forte ambivalenza fra ammirazione culturale misto a un giudizio politico e morale, senza dimenticare le già citate ricadute generate dalla crisi economica che hanno riportato a galla ruggini e stereotipi spesso ingenerosi quando non addirittura xenofobi. Ovviamente sul tavolo della discussione non ci son solo temi di politica e di economia ma anche di attualità, storia, letteratura, costume con gli ospiti di Mariarosa Mancuso e Giorgio Thoeni che sono Raffaella Castagnola, docente di Letteratura italiana e responsabile delle pagine culturali del “Corriere del Ticino”, il dottor Alessandro Von Wittenbach, presidente onorario dell’Unione Democratica di Centro (UDC) e l’economista ed editorialista Silvano Toppi.
