Oggi la medicina dispone di risorse tecniche fino a ieri inimmaginabili, che hanno migliorato sensibilmente la qualità e la durata della nostra vita, ma forse ha perduto una gran parte della sua dimensione umana. È una riflessione che giunge da più parti e che racchiude un interrogativo cruciale: la tecno-medicina, cui dobbiamo molte conquiste, si è di fatto allontanata dall' "arte medica”? Non è il caso che la medicina torni ad occuparsi non solo della malattia ma anche del malato, compreso quello terminale o cronico? E ad occuparsene non solo in senso clinico-terapeutico, ma anche sotto il profilo umano? Se ne parla questa settimana a Moby Dick con due protagonisti della medicina nella Svizzera italiana, Franco Cavalli e Giorgio Noseda, e con Guenda Bernegger, docente di etica al dipartimento sanità della SUPSI e caporedattrice della rivista per le Medical Humanities, edita dall'ente ospedaliero cantonale.
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Moby Dick (1./3)
Moby Dick 28.05.2014, 13:35
Moby Dick (2./3)
Moby Dick 28.05.2014, 13:37
Moby Dick (3./3)
Moby Dick 28.05.2014, 13:37

