George Orwell (Keystone)

Orwell il visionario

di Michela Daghini e Brigitte Schwarz

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Autore di culto, George Orwell torna ai vertici delle classifiche di vendita, nel 71esimo della sua morte. Una ricorrenza che per lo scrittore significa la perdita del copyright e il via libera alla ristampa dei suoi libri, sugli scaffali in una ricca serie di nuove edizioni e traduzioni. E se l’incubo del totalitarismo in letteratura ha preso varie forme, i più celebri romanzi di Orwell restano certamente fra le opere più potenti. Torna quindi “1984”, il romanzo distopico oggi best seller che racconta il regime politico sovietico, e “La Fattoria degli animali”, la sua favola morale del 1945 che mette in guardia dalla fascinazione del potere raccontando il prevalere dello stalinismo sugli ideali rivoluzionari e innalzando un insuperato monumento alla libertà e all'onestà intellettuale. Una vita intensa la sua, con l’esperienza in Birmania, un periodo metropolitano di povertà a Parigi e Londra come lavapiatti (“Senza un soldo tra Parigi e Londra”) e poi nelle miniere inglesi, dove la discesa agli inferi nel sottoproletariato lo avvicinano alle miserie degli ultimi, consolidando la sua attenzione ai valori umanitari e ai diritti sottratti a chi la vita ha negato tutto (“La strada di Wigan Pier”). Ma soprattutto la guerra civile spagnola, che acuisce la sua sensibilità politica avvicinandolo al socialismo e inducendolo a partecipare alla guerra dalla parte dei repubblicani, come racconta in “Omaggio alla Catalogna”, 1938.

Della figura e dell’opera di Orwell, del suo periodo storico e dell’attualità della sua opera, discutiamo con gli anglisti Margaret Rose e Paolo Bertinetti, la scrittrice e traduttrice Franca Cavagnoli, lo storico Marcello Flores, l’editorialista Pierluigi Battista. Nel programma anche le considerazioni del comparatista e anglista Piero Boitani.

Prima emissione 30 gennaio 2021

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