letteratura, libri
Moby Dick

Raccontare il silenzio

Letteratura del dolore e medicina narrativa

  • 22.11.2025
  • 1 h e 11 min
  • Alessandra Bonzi
  • iStock
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È prevista per il 22 novembre a partire dalle, sul canale Youtube della Casa della Letteratura, una maratona di letture di 12 ore, che riunisce circa una cinquantina di voci internazionali del mondo della cultura, della letteratura e dell’accademia per leggere e pensare insieme. L’evento nasce su iniziativa della Prof. Tatiana Crivelli della Cattedra di Letteratura dell’Università di Zurigo, della Casa della Letteratura e Rete Due è media partner dell’evento. La lettura praticata come esercizio di resistenza, per pensare insieme e per cominciare, per rompere il silenzio.

Il silenzio può anche essere, però, il silenzio del dolore: che sia un dolore fisico, o un dolore mentale, spesso il dolore ci ammutolisce. A volte il dolore diventa un segreto, non perché ci sia una vera intenzione a non parlarne, ma semplicemente perché è così profondo che mancano le parole.

A Moby Dick, questa settimana, abbiamo scelto di ribaltare la prospettiva: non si parlerà di letteratura contro il silenzio, ma di letteratura del dolore e di medicina narrativa. Perché quando ci si trova ad affrontare un dolore e ci si scopre incapaci di parlarne, ecco che la letteratura può essere di grande aiuto, come possono essere di grande aiuto anche la compagnia e l’accompagnamento di qualcuno che ci sta vicino o che si sta occupando di noi.

La parola artistica è in grado di rielaborare e interrogare idee dilemmi, categorie e preconcetti a cavallo tra il mondo medico e quello letterario? L’ascolto, il dialogo con il paziente e il racconto del sé possono diventare una pratica medica? E quando, chi soffre parla un’altra lingua e arriva da un’altra cultura, si può riuscire a curare anche con le parole? Medicina, ricerca scientifica e letteratura, si toccano e si incontrano quando il silenzio è quello del dolore?

A queste e altre domande, risponderanno gli ospiti di Alessandra Bonzi: Nicolò Saverio Centemero, collaboratore scientifico della Fondazione Sasso Corbaro e autore di un podcast dal titolo “Malati di letteratura”, Guenda Bernegger, ricercatrice presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della (SUPSI) e presidente della Società filosofica della Svizzera italiana e Linda De Luca, interprete medico e autrice di Avrai sempre la mia voce, un libro che racconta la volontà di affrontare il dolore senza la paura di uscirne feriti, ma anzi «con la certezza di trovarvi uno strumento di sensibilizzazione per la riscoperta di sé e degli altri».

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