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“Il mio strumento è l’orchestra”

Intervista al compositore Dino Betti van der Noot

  • Oggi
  • 18 min
  • Alceste Ayroldi
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Non sono in molti a dedicare la propria vita alla composizione per large ensemble e, soprattutto, di riuscirci in modo impeccabile, inanellando una serie di premi e riconoscimenti. In questa impresa c’è riuscito perfettamente il compositore milanese Dino Betti Van der Noot. Compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore, Dino Betti Van der Noot è una figura di riferimento della musica italiana e internazionale. Nato a Milano, ha costruito una carriera che attraversa musica sinfonica, jazz, colonne sonore e produzioni discografiche, collaborando nel corso degli anni con importanti orchestre, artisti e istituzioni culturali. Nel corso dell’intervista, Betti Van der Noot racconta la genesi di Brahm Dreams Still, un lavoro intenso e suggestivo che prende ispirazione dall’antica tradizione indiana (brahma) , trasformandolo in una visione contemporanea, sospesa tra memoria, sogno e reinvenzione sonora.

Brahm Dreams Still è il diciassettesimo album del compositore nato a Rapallo ma residente a Milano, che utilizza un organico da big band, con 22 elementi, con una strumentazione molto variegata: oltre agli strumenti tipici di una big band, ci sono anche violino e arpa celtica, per creare colori più “magici” e sognanti.

Abbiamo l’opportunità di scoprire i passaggi salienti della costruzione di questo disco dalla viva voce del compositore lombardo, qui intervistato dal critico musicale Alceste Ayroldi.

"Brahm Dreams Still" di Dino Betti van der Noot, Dino Betti van der Noot (dettaglio di copertina).

"Brahm Dreams Still" di Dino Betti van der Noot, Dino Betti van der Noot (dettaglio di copertina).

  • dinobettivandernoot.com

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