Una voce dai colori meravigliosi, ricca di inflessioni sfumate, e una grande attenzione al fraseggio fanno di lei una delle interpreti più raffinate della sua generazione. Francesca Aspromonte, studi con Renata Scotto presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e un diploma con lode in canto lirico al Mozarteum di Salisburgo sotto la guida di Boris Bakow, è oggi - spaziando tra repertori - regolarmente ospite dei più prestigiosi palcoscenici del panorama musicale internazionale, tra cui Teatro alla Scala, Carnegie Hall, Théâtre des Champs-Elysées, Opéra de Versailles, Wigmore Hall, Wiener Musikverein, Royal Albert Hall e Teatro Real de Madrid. Collabora e ha collaborato con direttori del calibro di Zubin Mehta, John Eliot Gardiner, Ottavio Dantone, Christophe Rousset, Diego Fasolis, Giovanni Antonini, Maxim Emelyanychev, Leonardo García Alarcón, Enrico Onofri, Andrea Marcon e Gianluca Capuano. Per il 13 marzo è prevista l’uscita della sua ultima fatica discografica dal titolo Vieni, o notte che, per l’etichetta Aparté, la vede protagonista insieme a Boris Begelman e Arsenale Sonoro di celebri pagine di Alessandro Scarlatti. Abbiamo incontrato Francesca Aspromonte al Teatro alla Scala dove il 5 e il 13 marzo sarà impegnata, nel ruolo di Stimme des Waldvogels, con il wagneriano Siegfried diretto da Simone Young e Alexander Soddy per la regia di David McVicar.
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