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Incontri d’estate

Amandine Beyer

Il violino barocco tra tradizione e libertà

  • Ieri
  • 30 min
  • Barbara Tartari
  • iStock
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In occasione della quarta edizione del Farnese Festival, diretto da Fabio Biondi e in programma a Parma dal 3 all’8 giugno 2026, Amandine Beyer è stata tra le protagoniste più attese della rassegna, esibendosi al Teatro Farnese il 6 giugno con il concerto Bach, non sei solo! insieme al suo ensemble Gli Incogniti.

In questa occasione, la violinista e direttrice francese ha condiviso con Barbara Tartari alcune riflessioni sul suo approccio al repertorio barocco, sulla sua esperienza di musicista e sulla storia dell’Ensemble che quest’anno festeggia il traguardo di trent’anni di prestigiosa attività.

Formata tra il Conservatoire de Paris e la Schola Cantorum di Basilea, dove oggi insegna violino, Amandine Beyer è riconosciuta a livello internazionale come una delle principali interpreti nel campo della prassi storicamente informata. La violinista ha sviluppato una carriera che la vede impegnata come solista, direttrice e musicista da camera, collaborando con artisti quali Pierre Hantaï, Andreas Staier e Giuliano Carmignola.

La discografia di Amandine Beyer, sia come solista sia con Gli Incogniti, è stata unanimemente acclamata dalla critica e insignita dei più prestigiosi riconoscimenti (Diapason d’Or, Choc de l’année, Gramophone Editor’s Choice, **** di Télérama).

Con Gli Incogniti – ensemble residente nelle principali sale e festival internazionali e protagonista di una premiata discografia per Harmonia Mundi – Beyer continua a portare avanti una visione della musica barocca come esperienza condivisa, aperta e profondamente attuale.

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