RETE DUE
Da lunedì 15 a venerdì 19 settembre alle 16:35
“Ho usato la lingua del mare, un esperanto dove le parole hanno il ritmo della voga, del marinaio che tira le reti e spinge sui remi.” Così diceva Fabrizio De Andrè a proposito di Crêuza de mä, suo undicesimo album uscito nel 1984 e realizzato in collaborazione con Mauro Pagani.
Considerato dalla critica come una delle pietre miliari della musica degli anni ottanta e, più in generale, fra i 100 album italiani più belli di sempre, i brani del disco sono interamente cantati in genovese, la lingua della Repubblica di Genova, che è stata per molti secoli una delle lingue più usate per la navigazione e gli scambi commerciali nel Bacino del Mediterraneo.
Al centro dei testi di Crêuza de mä (titolo del disco e del brano d’apertura) vi sono i temi del mare e del viaggio, le passioni, anche forti, e la sofferenza; sono temi espressi anche sul piano musicale, attraverso il ricorso a suoni e strumenti tipici dell'area mediterranea, nonché all'aggiunta di contributi audio non musicali registrati in ambienti portuali o marinareschi, come le voci dei venditori di pesce al mercato ittico di Piazza Cavour a Genova.
Nel 2004, per celebrare i 20 anni del disco, Mauro Pagani aveva creato nuovi arrangiamenti, dando una sua nuova e personale interpretazione di Crêuza de mä; giovedì 18 settembre sentiremo il musicista e produttore - per anni violinista della rinomata PFM - intervistato per l’occasione da Claudio Ricordi, raccontare come incontrò De André e come iniziò a suonare con lui.
Nel corso della settimana in Rete2-5 verranno proposte anche le musiche di altri interpreti e compositori legati al bacino del Mediterraneo.
Patricia Barbetti
Mediterraneo in musica, i 30 anni di Crêuza de mä
Contenuto audio
Mediterraneo in musica, i 30 anni di Crêuza de mä
Musicalbox 18.09.2014, 18:30
