Wayne Shorter
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Wayne Shorter compie ottantacinque anni: un ritratto di Enrico Pieranunzi

di Claudio Farinone

  • 28.08.2018
  • 20 min
  • Keystone
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"Il compositore jazz più grande del mondo": così titola la prestigiosa testata "The New Yorker", in occasione degli ottantacinque anni del grande musicista di Newark.

Difficile stilare una classifica tra i colossi che hanno scritto pagine fondamentali nell’ambito di questa enorme e diversificata esperienza musicale del Novecento e della contemporaneità. Ma è certo che il sassofonista e compositore statunitense sia d’annoverare tra gli astri più scintillanti.

Dalla primi passi con Art Blakey, alla storica collaborazione con Miles Davis, alle leggendarie sonorità jazz fusion dei Weather Report, fino all’ultimo quartetto con Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade, Shorter ha profuso al pubblico del jazz, la bellezza scarna e frastagliata del suo fraseggio, la qualità della sua ispirazione tematica e la sua incredibile capacità di elaborazione.

Il pianista italiano Enrico Pieranunzi gli ha dedicato nel 2000 uno splendido disco, selezionando alcuni dei suoi temi memorabili.

Al microfono di Claudio Farinone, ci regala un racconto e un’analisi delle sue caratteristiche musicali.

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