Anais Drago: "Minimalismo e serialismo, intrecci di persone"

di Claudio Farinone

Il Novecento è passato alla storia come il secolo in cui, in tutte le arti, dalla pittura alla musica, dal teatro alla letteratura, sono nate e hanno germogliato quelle che comunemente chiamiamo ''avanguardie'', ovvero correnti creative in netto contrasto con tutto ciò che già esisteva. Forse che questo contrasto, questa cesura così netta, non sia semplicemente frutto del bisogno di cambiare prospettiva? Certo è che, nel loro essere rivoluzionarie, queste correnti hanno influenzato tutto ciò che a loro è seguito, sia nell'ambito di ricerca più radicale, sia nella cultura di massa e del consumismo. Hanno inevitabilmente favorito la nascita di nuovi stimoli, nuove idee, da cui, come in un telefono senza fili, ne sono scaturite altrettante. Le ricerche su un'epoca del passato tendono ad escludere l'elemento umano, vivo, che è invece il motore centrale che aziona, ad innesco, ogni meccanismo.

Anais Drago, violinista e compositrice piemontese, tramite un percorso di autoanalisi delle proprie recenti creazioni musicali, procede a ritroso, ritrovandone le idee scatenanti e riallacciando i fili invisibili tra persone, ormai personaggi, che hanno attraversato e connotato in maniera indelebile la musica del Novecento.