Saul Beretta: Indian Grammy

di Claudio Farinone

Sebbene certe fascinazioni “indiane” avessero già sedotto l'immaginario del grande pubblico occidentale dalla fine degli anni 40', è solo a metà degli anni 60' che la musica indiana entra prepotentemente nell’immaginario collettivo occidentale. Nel 1965 tocca quasi casualmente a George Harrison accendere la miccia, utilizzando il sitar nell’arrangiamento di una canzone di “culto” come Norwegian Wood, firmata dalla premiata ditta Lennon-McCartneye contribuendo in maniera fondamentale ad accelerare quella che prenderà il nome di “great sitar explosion” e riguarderà sia gli ambienti creativi che il grande pubblico, come testimonia la terna vincente ai Grammy nel 1967.West Meets East, frutto della collaborazione di Menuhin e Shankar, Grammy Award per il miglior disco di Musica da Camera, Sgt. Pepper dei Beatles Miglior Album dell'Anno e Far East Suite, di Duke Ellington, premio per la Miglior Performance di Jazz strumentale. Tra Pop/Rock, Jazz e Classica occidentale e indiana, Saul Beretta disegna un percorso trasversale di scambi tra l’occidente e la grande Madre India.