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Donne al posto di comando

di Giovanni Conti

Si è sempre detto che le donne, nel Medioevo, lavoravano in casa, tessendo e filando; potevano al massimo aiutare il marito nella sua attività, e proseguirla se vedove, ma erano retribuite in misura inferiore rispetto agli uomini e incapaci di sopravvivere col proprio lavoro. In realtà, il quadro era completamente diverso: donne impiegate in tutti i possibili settori, compresa l’edilizia, le miniere e le saline; imprenditrici che si autofinanziavano con propri capitali ottenuti dalla vendita di abiti e gioielli; retribuzioni commisurate «alle reali capacità» e quindi non dipendenti dal genere; donne che col proprio lavoro riuscivano a mantenere se stesse e familiari in difficoltà, o a saldare i debiti dei mariti; nobildonne impegnate nelle attività più varie: dall'organizzazione di laboratori per il ricamo, alla gestione di miniere, alla direzione di opere di bonifica, all’impianto di caseifici, alla gestione di alberghi. C’erano poi mercantesse, armatrici di navi per la pesca del corallo, imprenditrici nell'editoria, che firmavano col proprio nome le pubblicazioni, e prestatrici di denaro, orientate in particolare al credito verso le aziende femminili. Di questo e non solo si parla nella puntata odierna di "Quilisma". Ospite al microfono di Giovanni Conti la storica del Medioevo Maria Paola Zanoboni.

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