Ildegarda von Bingen riceve un'ispirazione divina e la trasmette al suo scriba. (courtesy wikipedia)

Ildegarda voce delle donne

di Giovanni Conti

In questi giorni in cui da più parti giustamente si celebra l’anniversario del suffragio femminile in Ticino e in Svizzera, “Quilisma” focalizza la propria attenzione su un personaggio femminile di straordinaria forza e levatura. Ildegarda di Bingen che, insieme ad un ristretto gruppo di altre donne di spicco, è stata figura di grande fascino che si erge nel contesto del XII secolo. In lei si sommano gli interessi per la teologia, l’arte, la biologia, le erbe, la drammaturgia e la musica. Fondatrice di una comunità monastica che ancora oggi vive, trascorse una intensa esistenza costellata di Visioni celesti, i cui esiti riversò con sapienza nella molteplicità dei suoi interessi e delle sue doti e nella capacità di muoversi fruttuosamente nei non facili contesti civili e religiosi del momento storico in cui visse. È in questo sguardo d’insieme che la vita e le opere di Ildegarda vanno considerate evitando di identificarla solo come scrittrice e visionaria del Medioevo, ma prestandole attenzione come autrice di opere musicali. Idegarda compose infatti per gran parte della sua esistenza nella profonda convinzione che la musica fosse la via più immediata per giungere a Dio. Il più antico dei codici della sua musica giunto sino a noi, fu inviato in dono al monastero cisterciense di Villers nel 1175. Conservato a Dendermonde, in Belgio, è scritto con la classica scrittura neumatica di quel periodo e tipica del repertorio gregoriano. L’ensemble femminile svizzero Adiastema lo ha studiato a fondo proponendone un’interpretazione fedele alla pratica del tempo e affidando la declamazione dei suoi testi spirituali all’attrice Giovanna Scardoni.

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