Medioevo in Lombardia

di Giovanni Conti

Nella vicina Lombardia, ma ovviamente anche nella Svizzera italiana, il Medioevo è una presenza profonda. Lo si ritrova in veste «ufficiale» nelle chiese e nelle abbazie, manifestazione ora intimistica, ora monumentale, del rapporto tra l'uomo e il sacro. E lo si riscontra negli abiti più schietti e immediati delle raffigurazioni presenti sui capitelli e sui bassorilievi, laddove angeli e santi si alternano a mostri e fiere demoniache, incarnando un immaginario sospeso tra terrore della dannazione e speranza di salvezza. La ricercatrice Elena Percivaldi ha recentemente dato alle stampe per i tipi delle Edizioni del Capricorno, la sua ultima fatica intitolata "Lombardia medievale". Il libro propone un itinerario suddiviso in tre parti. Si inizia da alcune importanti testimonianze paleocristiane e altomedievali per poi ripercorrere la grande stagione del Romanico, espressione dei cambiamenti socioeconomici, politici e culturali che tra l’XI e il XIII secolo hanno caratterizzato l’età comunale. Infine, alcuni gioielli trecenteschi, frutti che maturano dall’estetica gotica, nell’autunno del Medioevo, in un viaggio appassionante che conduce alle radici dell’arte lombarda.
Giovanni Conti ne parla con l’autrice del libro.