Villa Menafoglio Litta Panza a Varese

di Monica Bonetti

Una dimora di campagna del Settecento che accoglie al suo interno alcune delle opere più significative dell’arte contemporanea americana. La casa museo di questa settimana non è quella di un singolo artista, ma è una casa che grazie al lavoro di un collezionista tanto attento e preparato da fare della sua stessa collezione un’opera d’arte, ha ospitato molti grandi artisti. Giuseppe Panza di Biumo di fatto ha reso Villa Menafoglio Litta uno dei luoghi imprescindibili dell’arte astratta. Ma non è stato solo collezionista. Attraverso un lavoro di mecenatismo e aprendo le stanze e il giardino della villa per accogliere alcuni tra i più innovativi artisti americani del secondo dopoguerra, ha creato dei lavori site specific che, opera dopo opera, dialogano tra loro e danno conto di linguaggi e tecniche diverse.

Dai neon di Dan Flavin alla casetta nel giardino di Robert Wilson, Villa Panza riflette oggi non solo il lavoro di chi vi è passato e vi ha lasciato il suo lavoro ma soprattutto il ritratto dell’uomo che ha fortemente voluto quegli artisti in quel luogo. Una figura il cui spirito aleggia tutt’ora nella villa e che scopriamo attraverso la figlia del conte Giuseppina Panza di Biumo e la direttrice della villa e della collezione Anna Bernardini.