Un visitatore dà un'occhiata ad alcune delle maschere africane che fanno parte di una collezione appartenente ad alcuni collezionisti Francesi, Parigi. (Keystone )

Arte contesa

di Emanuela Burgazzoli

Nel novembre 2017 in visita nel Burkina Faso il presidente francese Emmanuel Macron pronuncia un discorso “storico” in cui definisce il colonialismo un crimine contro l’umanità e dichiara l’intenzione di restituire temporaneamente o definitivamente beni sottratti in epoca di dominio coloniale all’Africa. Si stima che quasi il 90 percento del patrimonio africano sia conservato nelle collezioni europee. Da allora serpeggia la preoccupazione fra i direttori di molti musei europei, ma anche fra i collezionisti e mercanti d’arte. Il tema non è inedito, ma il gesto di Macron ha aperto un ampio dibattito che coinvolge altre ex potenze coloniali come la Gran Bretagna, la Germania, il Belgio. È giusto restituire? E a quali condizioni? È davvero l’inizio di una vera rivoluzione culturale? A “Voci dipinte” se ne discute con tre ospiti: Paolo Campione, direttore del Musec di Lugano, l’avvocato Dario Jucker e l’archeologo Leonardo Bison.

 

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