Biennale, le radici del futuro

di Emanuela Burgazzoli

La Biennale delle donne, della complessità, ma anche l’edizione che segna la fine dell’antropocentrismo e l’inizio di nuove alleanze fra umano, natura e tecnologia. Per alcuni troppo politicamente corretta e noiosa, per altri audace ed elegante. La 59esima edizione della Biennale di Venezia curata da Cecilia Alemani ha incassato molti plausi e qualche critica. Dal titolo “Il latte dei sogni” l’importante rassegna di arte contemporanea registra quest’anno anche un record di provenienza geografica - 213 i paesi rappresentati, alcuni presenti per la prima volta. Ma nel mondo globalizzato di oggi quale funzione ha una rassegna internazionale d’arte con una struttura basata ancora sui padiglioni nazionali? E sul piano artistico è ancora in grado di rendere conto della pluralità di linguaggi e pratiche della contemporaneità? A “Voci dipinte” per parlarne ospite la critica e storica d’arte Angela Vettese.