Etica ed estetica

di Monica Bonetti

L’impegno ambientale come quello sociale e politico è entrato a far parte negli ultimi anni del lavoro di sempre più artisti contemporanei. Le opere e la ricerca di artisti come il danese Olafur Eliasson che recentemente ha proposto "l’allagamento” temporaneo della Fondazione Beyeler, una spettacolare installazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti del riscaldamento ambientale, ma anche come lo svizzero Julian Charrière che pone al centro della sua ricerca le tensioni e il legame tra civiltà umana e paesaggio naturale sono solo due esempi di arte impegnata a sensibilizzare e coinvolgere il pubblico in una discussione su questioni centrali della nostra epoca. Ma al di là del pur importante contributo al dibattito pubblico, il senso del loro lavoro risiede soprattutto in una riflessione sulla pratica artistica e sulle sue conseguenze. In una riflessione cioè che pur con una forte impronta etica non vuole e non può tralasciare la dimensione estetica.

Per parlarne Voci Dipinte ospita due artisti “impegnati”: Maria Cristina Finucci, fondatrice del Garbage Patch State lo stato composto dai detriti plastici abbandonati negli oceani al centro del suo ampio e multiforme progetto Wasteland, e Luca Forcucci, creatore della serie Laser Nomad con cui propone riflessioni multidisciplinari.