Lugano nel 1515 (rielaborazione della veduta di Matthäus Merian del 1640) (Inklink Musei (Simone Boni))

Oh che bel castello!

di Monica Bonetti

L’archivio storico della città di Lugano ha da poco dato alle stampe 1499-1512: la Lugano francese e il suo castello un volume che porta la firma di Roberta Ramella e Marino Viganò e che racconta la breve stagione di una fortificazione militare adagiata sulle rive del lago di Lugano poco distante dalla foce del Cassarate.

Le ipotesi ricostruttive ricavate dai documenti storici e dai resti archeologici emersi in ricerche e momenti diversi, hanno condotto a una piccola mostra a cielo aperto in corso fino al 1. febbraio 2022 sul lungolago proprio di fronte al LAC.

A dare un volto a quelle ipotesi e a mostrarci come avrebbe potuto apparire il castello è l’illustratore Simone Boni che da oltre 20 anni si occupa di promuovere soluzioni per divulgare la conoscenza del patrimonio culturale tra tradizione e innovazione. Insieme a lui, a Rossana Cardani responsabile del servizio archeologia dell’ufficio cantonale dei Beni Culturali e allo storico Damiano Robbiani, “Voci dipinte” si interroga questa settimana su come dare un volto a un passato di cui non ci rimangono testimonianze iconografiche.

Interrogativi vicini a quelli sottesi alla mostra con cui si apre la puntata: L’incanto del paesaggio in corso alla pinacoteca Zuest fino al 25 aprile 2022 lungo la quale ci guida Giulio Foletti, uno dei suoi curatori.

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