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“Ti ho chiamato per nome”: Veglia ecumenica per superare le discriminazioni - Tracce di protezione in Val di Blenio

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  • Chiara Gerosa e Luisa Nitti
  • Unsplash / Foto di Steve A Johnson
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“Ti ho chiamato per nome”: Veglia ecumenica per superare le discriminazioni, di Luisa Nitti

A Lugano, il 22 maggio, si tiene una Veglia di preghiera ecumenica per il superamento delle discriminazioni: un momento di raccoglimento, ascolto, intercessione per tutte le persone che, in diverse parti del mondo, subiscono discriminazione o violenza a causa del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere. L’iniziativa è organizzata dal gruppo “La porta aperta”, con Azione Cattolica Ticinese e si tiene nella Chiesa evangelica riformata. Sarà un momento di carattere spirituale - spiegano gli organizzatori -, più che un’iniziativa “politica”, e avrà al centro il versetto di Isaia che dice “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome”. Ma la Veglia ecumenica suscita anche alcune critiche in casa cattolica: un gruppo di credenti chiede all’Amministratore apostolico Alain De Raemy di fare chiarezza sulla partecipazione di Azione Cattolica a questa iniziativa.

Tracce di protezione in Val di Blenio, di Chiara Gerosa

Il Centro di dialettologia e di etnografia del Cantone Ticino accompagna il proprio lavoro di ricerca sul territorio con passeggiate che permettono di leggere i luoghi direttamente sul campo. In Val di Blenio, tra Semione e Ludiano, abbiamo camminato guidati da due storici del Centro attraversando un territorio ricco di cappelle, affreschi e segni disseminati nel paesaggio. Il percorso racconta come, ancora oggi, la ricerca di protezione e aiuto si esprima attraverso immagini e luoghi di devozione. Un viaggio tra storia, fede e territorio che rende visibile una memoria collettiva ancora viva.

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