Russia-Ucraina: una guerra di religione? - Pauline Jaricot, la madre delle missioni

Di Gaëlle Courtens e Gioele Anni

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Russia-Ucraina: una guerra di religione? di Gaëlle Courtens
ll teologo cattolico Stefan Kube dirige il “Forum ecumenico Fede, Religioni e Società nell’Est e nell’Ovest” di Zurigo e segue dai primi istanti la guerra di Vladimir Putin contro l’Ucraina. Secondo lo specialista del mondo cristiano ortodosso non si può parlare di una “guerra di religione”, anche se quella a cui assistiamo in Ucraina ha una dimensione religiosa, non fosse altro, perché la religione viene strumentalizzata a fini propagandistici sia dal Patriarcato di Mosca, che dallo stesso Cremlino. Certo è, che di fronte alla “guerra” che il Patriarcato di Mosca fa ai valori occidentali promuovendo i “valori cristiani tradizionali”, interpella anche le nostre chiese in Occidente e nel mondo intero, a cominciare dal Consiglio ecumenico delle chiese che si riunirà in assemblea a settembre a Karlsruhe in Germania.

Pauline Jaricot, la madre delle missioni, di Gioele Anni
Nel 1822, una giovane donna di Lione cominciava un'azione di sostegno alle missioni che col tempo sarebbe diventata la rete delle Pontificie Opere Missionarie. Pauline Jaricot aveva solo 23 anni, nella Francia laicista del periodo post-rivoluzionario e post-napoleonico. Radunò donne e uomini di ogni estrazione sociale, in particolare operai: «Una preghiera al giorno, una moneta alla settimana» era il suo motto. Così riuscì a sostenere centinaia di iniziative missionarie nel mondo, e in seguito il Vaticano diede seguito alla sua opera. Domenica 22 maggio, Pauline Jaricot viene beatificata nella sua Lione: siamo stati in Francia per conoscere meglio la vita di questa donna coraggiosa e innovatrice.