Voci di pace nella guerra - Lungo il confine con l’Ucraina - Un'aula per la meditazione

Di Corinne Zaugg, Paolo Tognina e Luisa Nitti

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Voci di pace nella guerra, di Corinne Zaugg
E’ possibile essere, ma soprattutto restare, sostenitori della non-violenza quando la guerra si fa vicina e concreta? Cosa significa credere nella pace quando uomini, donne e bambini muoiono sotto le bombe di un esercito che ha violato ogni norma del diritto internazionale? Ma, soprattutto, gli strumenti della non-violenza sono in grado di contrastare attivamente il ricorso alle armi? Ne parliamo con don Tonio dell’Olio, giornalista e attivista per la non-violenza e presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi e della Commissione spirito di Assisi e con Antonietta Potente, teologa e scrittrice.

Lungo il confine con l’Ucraina, di Paolo Tognina
L’ente di aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera HEKS è presente da anni nell’Est Europa con vari progetti umanitari. Reagendo all’invasione russa dell’Ucraina e al massiccio esodo di profughi che ne consegue, ha rapidamente allestito mense, centri di accoglienza, dormitori e uffici di consulenza in Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia. La giornalista Joelle Herren, accompagnata dal fotografo András D. Hajdú, ha viaggiato pochi giorni fa lungo il confine ucraino per rendersi conto della situazione e del lavoro svolto da HEKS, in collaborazione con partner locali, per aiutare i profughi in transito.

Un'aula per la meditazione, di Luisa Nitti
Al campus universitario di Lugano, un'aula per pregare, meditare, riflettere in silenzio. L'iniziativa dell'USI, Università della Svizzera italiana, nasce con uno spirito interreligioso. Saranno presenti a turno, nell'aula, tre cappellani: un cattolico, un protestante e un musulmano. Ne parliamo con il referente, don Kamil Cielinski.