La partita è tutt’altro che chiusa: dopo la decisione popolare, ora tocca al Consiglio federale e al Parlamento definire forma, contenuti e confini del servizio pubblico del futuro. Tenendo conto anche dell’esito del voto di ieri…
Dopo il no all’iniziativa ci sono infatti due aspetti da considerare: la SSR dovrà fare a meno del 17% del suo budget entro il 2029, poiché – secondo le promesse del consigliere federale Albert Rösti - entrerà in vigore l’ordinanza governativa che prevede l’abbassamento graduale del canone per le economie domestiche a 300 franchi e l’esenzione per l’80 per cento delle aziende elvetiche.
Secondo aspetto: urge ridiscutere la Concessione per la SSR, il mandato che la politica vuole attribuirle. Quella attualmente in vigore scadeva a fine 2024, ma vista l’iniziativa “200 franchi bastano”, è stata prolungata fino a fine 2028. Il Consiglio federale farà la sua proposta, che toccherà poi al parlamento discutere…
A Modem guardiamo allora ai prossimi mesi, al futuro, lo facciamo con tre ospiti:
MARIO TIMBAL, direttore RSI
ALESSANDRO COLOMBI, Ceo del gruppo Corriere del Ticino, che in Ticino possiede Radio 3i e ha una partecipazione in Radio Ticino
STEFANO GUERRA, giornalista La Regione, settore politica svizzera
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