Torniamo ad occuparci del dramma di Capodanno a Crans Montana. Perché dopo il dolore e lo sgomento, dopo le polemiche sui media, è arrivata la crisi diplomatica. La giustizia vallesana, che sta indagando sul terribile rogo che è costato la vita a quaranta persone, perlopiù adolescenti, non sta facendo bene il suo lavoro. È quando sostiene il governo italiano, che ritiene quindi indispensabile una partecipazione degli inquirenti italiani alle indagini in Svizzera. Per fare pressione sulle autorità elvetiche Roma ha quindi richiamato il proprio ambasciatore a Berna. Resterà in Italia fino a quando la Svizzera non accetterà quanto chiede, anzi pretende, la premier Giorgia Meloni: l’avvio di una collaborazione giudiziaria e l’immediata costituzione di una squadra investigativa comune affinché vengano accertatele responsabilità della strage di Crans-Montana
Di ieri pomeriggio la risposta – per iscritto – del Dipartimento federale degli affari esteri che precisa: la richiesta italiana riguarda le autorità giudiziarie competenti, cioè la giustizia vallesana, e non la politica. Giustizia vallesana che ha già ricevuto una richiesta di collaborazione da parte dell’Italia tramite rogatoria internazionale cui – ha confermato Berna - risponderà entro venerdì.
Ma perché il Governo italiano si è spinto a tanto? Le modalità sono corrette? E siamo davvero di fronte alla necessità di un intervento estero affinché l’inchiesta proceda sui binari giusti?
Ne parliamo con
Aron Guidotti, corrispondente RSI dalla Romandia
C,armelo Abbate, giornalista e saggista italiano, il suo lavoro si concentra su fatti di cronaca e giudiziaria
Carlo Sommaruga, Consigliere agli Stati socialista ginevrino, presidente della delegazione per le relazioni con il Parlamento italiano.
Toni Ricciardi, deputato al parlamento italiano del Partito Democratico, eletto nella circoscrizione Estero-Europa, vive in Svizzera
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/703681









