L'economia statunitense ha ripreso vigore nel terzo trimestre 2025, confermando le previsioni positive di Donald Trump
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Un anno di Trumponomics 

Dai dazi all’inflazione, un bilancio della politica economica di Donald Trump

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Per l’economia degli Stati Uniti è stato un anno di montagne russe, con grandi annunci da parte del Presidente Donald Trump. Annunci poi in parte ridimensionati o non concretizzati, ma che stanno lasciando il segno sull’economia a stelle e strisce e su quella mondiale. Un anno iniziato con l’annuncio di tagli plurimiliardari nella spesa e nel personale pubblico che sarebbero stati identificati dal miliardario Elon Musk. Si è poi passati al giorno della liberazione con l’imposizione di dazi su amici e nemici per far cassa e riportare industrie negli Stati Uniti. Non sono poi mancati gli attacchi alla Federal Reserve, colpevole di non abbassare a sufficienza i tassi d’interesse. Il tutto accompagnato da esplicite richieste alle aziende statunitensi di assecondare le politiche dell’amministrazione Trump e l’introduzione di nuovi sgravi fiscali. E non dimentichiamo la sete di petrolio che si sostituisce alle politiche di economia verde lanciate dal predecessore Joe Biden. 

Secondo molti esperti le politiche di Trump dovuto affondare l’economia statunitense, che invece sembra continuare a prosperare. E allora, grazie o nonostante il presidente, quanto bene sta l’economia statunitense?

A Modem ne discutono: 

- Edoardo Beretta, professore di Macroeconomia internazionale all’USI di Lugano 
- Andrew Spannaus, giornalista, analista politico e docente 
- Andrea Vosti, corrispondente RSI da Washington 

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