“Fessure” era nella pila di dischi da ascoltare, quelli che non hai mai tempo perché ne escono così tanti e non è evidente passarli alla lente, tutti. Eppure, quando ho sentito il nuovo album solista di Cedric Blaser ho detto “perché non l’ho ascoltato prima!”

Cedric Blaser è un musicista, un creativo dai molteplici volti artistici, un cantautore ticinese che vive a Friborgo. Lo ricordiamo con gli ABC, era qui l’anno scorso con Layena, scrive musica per il cinema, collabora con il teatro… ma il suo primo album mi ha spiazzato.
Registrato nella sua sala prove nella Valle del Gottéron e mixato da Louis Jucker (Coilguns, Humus records), “Fessure” è il tentativo (riuscito) di dare un suono a quelle “aperture” da cui filtrano luce, emozioni e immagini taciute. Cedric ha affrontato questa pagina bianca con la sua “loop station” e si è divertito in totale libertà, sorprendendo sé stesso.
Blaser lo definisce “un disco che non parla troppo ma che invita ad ascoltare” e su questo siamo d’accordo perché è un caleidoscopio di suoni, idee e colori dove c’è spazio per la musicalità e la psichedelia che, sapientemente miscelate con le liriche, ti portano dove il sogno si mescola alla realtà, dove il ricordo è diluito.

Canzoni come finestre musicali da cui osservare emozioni e interiorità, canzoni che Cedric Blaser ci racconta in questa puntata.
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