C’era un uccello nella preistoria che si chiamava Moa Gigante. Con i suoi 3 metri d’altezza, è considerato l’uccello più alto mai esistito. Si è estinto nel quindicesimo secolo, 200 anni dopo l’arrivo dei primi Maori in Nuova Zelanda, dove sono stati rinvenuti i suoi fossili.

Vigoroso, rumoroso e a suo modo cupo e malinconico, il Moa Gigante è la parafrasi animale preistorica del trio psy-garage rock bernese che porta il suo nome: Giant Moa, composto dal chitarrista d’origini brasiliane e jugoslave Remo Agovic, dal batterista con radici portoghesi Rafael Fereira e dal bassista d’origine ungherese Ivan Tecer.

Giant Moa fanno parte della scuderia di Taxi Gauche Records e lo scorso ottobre hanno pubblicato l’album “GM1 // GNOM”, con un titolo scritto a caratteri maiuscoli (come i titoli delle canzoni) che sta per “Giant Moa 1 // Gnomo”.

È un disco realizzato nella miglior tradizione DIY e nel quale la musica (e la sua grande musicalità) fanno da colonna sonora a una storia epica e a un concetto che trae ispirazione anche da “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick. È il racconto di uno struzzo gigante e della sua amica pietra che viaggiano nel cosmo.
Sandra Romano ha intervistato il chitarrista Remo Agovic.
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