Dub Spencer & Trance Hill sono un unicum.
Se nelle scene ethno-elettroniche, downtempo e trance quasi tutto nasce in digitale, questo combo pioniere della musica Dub svizzera rema da sempre contro corrente affidandosi esclusivamente a strumenti musicali analogici. Per questo motivo, e in particolare dal penultimo album “Imago cells” del 2022, la sensazione è che non ci sia un confine: è musica analogica ma suona elettronica.

L’ultimo album di Dub Spencer & Trance Hill è “Synchronos” (2025 Echo Beach). È un perfezionamento di quel concetto, un ibrido perfetto tra dub e trance: analogico, ballabile e tecnologicamente all’avanguardia quando viene portato in scena.
A rendere la trasformazione tra realtà analogica e sensazione elettronica ancora più speciale, c’è il fatto che Dub Spencer & Trance Hill registrano tutto dal vivo, in studio e (come per “Imago Cells”) anche in “Synchronos” la forma canzone classica è solo un lontano ricordo. Ora tutto nasce da jam sessioni d’improvvisazione in cui un groove accattivante viene ripetuto ad oltranza innescando l’effetto ipnotico e l’elemento trance tipici della loro musica attuale.

Julian Dillier è da 20 anni il batterista di Dub Spencer & Trance Hill. Lo abbiamo raggiunto all’Università di Lucerna dove insegna musica. In questa generosa intervista ci racconta la storia di “Synchronos” e quella di un gruppo di amici che suona insieme da due decenni e ha accolto il nuovo chitarrista Michael Bucher subentrato a Markus Meier, partito dopo 19 anni di sana e appassionata militanza.
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