vigneti ticinesi
Controcorrente

I nostri vigneti sono destinati a scomparire a causa del continuo calo del consumo di vino?

  • 22.04.2026
  • 39 min
  • Antonio Bolzani
  • © Ti-Press / Alessandro Crinari
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Il vino, fra presente e futuro: il classico “buon bicchiere di rosso” è ancora un piacere, una consolidata abitudine e una tradizione oppure è oramai destinato a diventare un prodotto di nicchia per pochi appassionati e intenditori? Le cifre del 2025 confermano la tendenza in atto da diversi anni: in Svizzera continua a diminuire il consumo di vino. La congiuntura resta quindi difficile per il settore vitivinicolo anche se il consumo di vini elvetici segna una ripresa, mentre prosegue il forte calo registrato dai vini importati. Andando più nei dettagli, nel 2025 in Svizzera il consumo totale di vino si è attestato a 211,2 milioni di litri, segnando una flessione del 3,3 per cento rispetto al 2024. Questo calo riguarda principalmente i vini rossi, compresi i rosati (-5,5 %), mentre quelli bianchi hanno registrato un aumento (+0,5 %). Il consumo di vini spumanti è sceso del 6 per cento circa, toccando 21,5 milioni di litri. Il consumo di vini esteri ha subito un calo rispetto al 2024 (-6,4 %), attestandosi a 132 milioni di litri. Questa flessione riguarda in particolare i vini rossi importati (-9,1 %), mentre il consumo di vini bianchi ha registrato un lievissimo aumento (+0,4 %). Malgrado il calo generalizzato del consumo, nel 2025 i vini svizzeri registrano una ripresa e un incremento del 2,3 per cento, raggiungendo 79,2 milioni di litri. Questa crescita riguarda soprattutto i vini rossi (+4,1 %), mentre il consumo di vini bianchi si è stabilizzato a quasi 40 milioni di litri. La quota di mercato dei vini svizzeri raggiunge quindi il 37,5 per cento, con un incremento del 2 per cento rispetto al 2024. L’aumento della quota di mercato dei vini svizzeri è un segnale forte per la vitivinicoltura indigena in un contesto di crescente concorrenza internazionale e di evoluzione delle abitudini di consumo. Tuttavia, non è sufficiente per compensare il calo generalizzato delle vendite e conferma la necessità di proseguire gli sforzi di valorizzazione, di adeguamento dell’offerta e di promozione dei vini svizzeri. Secondo i dati dell’Osservatorio svizzero del mercato dei vini (OSMV), le vendite di vini svizzeri presso gli otto grandi distributori sono diminuite del 3 per cento nel 2025. Queste catene hanno commercializzato il 29,1 per cento dei vini svizzeri, mentre il resto è stato venduto attraverso altri canali, come il settore HORECA o la vendita diretta. I prezzi sono rimasti relativamente stabili (-0,6 %). Quale saranno allora gli scenari futuri dei nostri vini? I nostri vigneti sono minacciati dalla generale diminuzione del consumo di alcol? Il Ticino sarà sempre e ancora una terra di vini oppure il lento e progressivo declino di un bene che appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura è oramai inesorabile per svariate ragioni? Ne parliamo con voi e con due esperti attivi nell’ambito vitivinicolo. 

Sono ospiti:
Davide Cadenazzi, presidente della Federviti (Federazione dei viticoltori della Svizzera Italiana)
Sacha Pelossi, membro di comitato dell’Associazione Viticoltori-Vinificatori (AVVT)

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