Si è parlato molto negli scorsi giorni dello jodel, il canto tradizionale svizzero, e della cucina italiana -e, in parte, anche della Svizzera italiana- diventati patrimoni culturali immateriali dell’umanità , ovvero definiti come un patrimonio che non si materializza nello spazio o in qualcosa di costruito, ma nella conoscenza, nelle pratiche comunitarie e nelle interazioni sociali. Meritano davvero questo premio ed è stato giusto inserirli nel prestigioso patrimonio dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura? Siete d’accordo con le scelte? Questi riconoscimenti rafforzano l’identità nazionale? A chi e a cosa servono? Secondo voi come si mantengono vive le tradizioni? Non c’è il rischio che in questa lista rappresentativa di beni fondamentali raggruppati nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità vi siano troppi beni da salvaguardare e da tutelare? Su queste recenti e importanti designazioni che hanno fatto inevitabilmente discutere, ci soffermiamo nella puntata odierna.
È ospite:
Marcello Sorce Keller, etnomusicologo e ricercatore associato presso l’Istituto di Musicologia dell’Università di Berna
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