La legge dell oblio in Internet

di Nicola Colotti

venerdì 23/05/14 13:00

 

La recente sentenza europea mette in crisi i motori di ricerca?

Gli uni lo chiamano “diritto all’oblio”, gli altri “diritto all’informazione”. In mezzo la memoria lunga della rete che tutto registra e tutto conserva, anche al di là del tempo necessario. La recente decisione della Corte di giustizia europea che stabilisce come anche i motori di ricerca possano essere chiamati a cancellare riferimenti a siti terzi su persone e fatti non più attuali né pertinenti pone più problemi di quanto ne risolva.  Nel mirino della Corte è finito il gigante dei motori di ricerca Google che non l’ha presa affatto bene, ritenendo la decisione (per altro non vincolante) lesiva del diritto ad informare e difficilmente applicabile. Lo scontro si preannuncia epocale tra chi difende il principio del diritto all’oblio (la cancellazione di informazioni e fatti superati la cui conservazione in rete leda i diritti o gli interessi di una persona in modo ingiustificato) e chi invece ritiene che qualunque informazione veritiera, anche se superata, debba rimanere accessibile. Per sempre?

Ospite:
Gianni Cattaneo,
avvocato esperto di diritto svizzero di Internet e Alessandro Longo

Software alternativo per router

La nuovissima legge europea che all’articolo 53 tutela il diritto all’oblio digitale (e punisce con una multa sino al 5% del fatturato annuo le aziende che operano anche nell’UE e non la rispettano)

Ogni centesimo conta

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