Quando la casa diventa un “bene culturale”, tra vincoli e tutele

Con Antonio Bolzani

mercoledì 30/05/18 13:00
Quando la casa diventa un “bene culturale”, tra vincoli e tutele

Le riflessioni attorno alla tutela dei beni culturali, allo sviluppo urbano e alla pianificazione del territorio sono sempre di grande attualità in un’epoca in cui spesso le ruspe, anche nella Svizzera italiana, abbattono le case e gli edifici costruiti a cavallo tra l’800 e il ‘900. Per avere un quadro chiaro del contesto urbanistico in cui gli architetti e i pianificatori si muovono, è opportuno capire, spiegare e chiedersi cosa s’intende per bene culturale.

Fino a qualche lustro fa le tutele iscritte nei piani regolatori di edifici riguardavano principalmente chiese, oratori, cappelle, lavatoi, manufatti della tradizione rurale e alcuni antichi edifici di particolare pregio posti all’interno dei nuclei. Sulla base della Legge sui beni culturali del 1997 e a seguito di una diversa sensibilità dell’opinione pubblica di fronte alla crescente e marcata trasformazione del tessuto edificato degli agglomerati, sia nei centri urbani sia nei villaggi urbanizzati della periferia, l’attenzione si è estesa anche all’edilizia privata del periodo fra la fine dell’800 e il primo ‘900 come pure a numerosi esempi emblematici dell’architettura del moderno dal dopoguerra fino ai giorni nostri.

Nel dibattito attorno alle nuove visioni e ai nuovi modelli di città si confrontano varie posizioni: vi sono sia gli interessi speculativi e immobiliari dei proprietari di questi edifici definiti “beni culturali” da preservare - e quindi vincolati - sia gli interessi di chi ha a cuore il valore civile del patrimonio culturale. Insomma, in gioco vi sono dei valori estetici e socio-culturali che riguardano soprattutto la memoria e la storia del nostro territorio. L’estensione del numero degli oggetti da proteggere non ha effetti soltanto quantitativi ma anche qualitativi e costituisce un cambiamento di attitudine e di mentalità che comporta nuovi significati e nuove implicazioni del concetto di tutela.

Quindi, ci si deve chiedere - e noi porremo l’interrogativo ai nostri esperti - cosa va tutelato e quali sono le leggi che definiscono i criteri per definire un oggetto (casa o edificio) un “bene culturale” da salvaguardare e da tutelare. E cosa può fare un proprietario per “svincolare” il suo bene.

Ospiti:
Benedetto Antonini, vice-presidente STAN Società Ticinese per l’Arte e la Natura
Giulio Foletti, capo servizio inventario dell’Ufficio dei Beni Culturali del Cantone Ticino
Fabio Giacomazzi, architetto urbanista

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