Sopportare e curare il dolore: suggerimenti per soffrire un po’ meno

Con Antonio Bolzani

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Non esiste uno strumento o un termometro per misurare oggettivamente il dolore: quando si prova e si sperimenta una sensazione sgradevole si adotta, in modo molto soggettivo e personale, una propria soglia del dolore. E lo stesso può essere più o meno sopportabile; può essere acuto, cioè transitorio, o cronico; può essere fisico, cioè organico, ma anche emotivo e psichico. Insomma, il dolore è quello che il paziente riferisce di avere e spesso, quel dolore o, più spesso, quei dolori, gli impediscono di dormire, di camminare, di lavorare e di condurre una vita “normale”.

Ma da dove partono i dolori e quali sono i meccanismi fisiologici di difesa del dolore? Ci si può abituare al dolore? La presenza di un dolore è sempre un campanello d’allarme e quindi ci si deve preoccupare oppure vi sono anche dei dolori che non implicano patologie serie? Si possono apprendere delle strategie che aiutano a porre meno attenzione al dolore stesso? Oltre alle terapie farmacologiche agli analgesici puri, agli antinfiammatori e ai farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, esistono anche degli specifici trattamenti per curare e lenire i dolori, come ad esempio l’impianto di stimolatori per neuromodulazione centrale e periferica? Su come sopportare e curare il dolore ci occupiamo nella consulenza odierna.

Ospiti:
Paolo Maino,
viceprimario di anestesiologia e responsabile del Centro per la terapia del dolore all’Ente ospedaliero cantonale (EOC)
Alain Kaelin, direttore del Neurocentro dell’Ente ospedaliero cantonale