Vivere con la pensione: cosa sapere del secondo e del terzo pilastro

Con Antonio Bolzani

mercoledì 10/01/18 13:00
AVS-AI logo Vivere con la pensione: cosa sapere del secondo e del terzo pilastro 10.01.17

Al momento del pensionamento, ritiro o non ritiro tutto il mio capitale del secondo pilastro? Vale la pena anticipare l’età del pensionamento, il cosiddetto pre-pensionamento, magari a 58 anni? Gli “indipendenti” devono assicurarsi ad una cassa pensione? Quanto e cosa ci copre il nostro “fondo pensione” e cosa è il grado di copertura? Quali rischi corrono le casse pensioni? Cosa è il fondo di garanzia? In cosa consiste il libero passaggio da una cassa all’altra? In caso di partenza definitiva dalla Svizzera per andare ad abitare all’estero o di nuova professione in età AVS cosa succede con le rendite pensionistiche? I disoccupati devono continuare a pagare il secondo pilastro? Cosa succede con i fondi pensionistici se una coppia divorzia? Ritorniamo a parlare dei tre pilastri, in particolare del secondo e del terzo pilastro che completano il primo. Nel secondo viene creata una capitalizzazione mentre il terzo, chiamato anche “previdenza vincolata” o “previdenza libera”, permette di godere di vantaggi fiscali. In Svizzera, le donne dai 64 anni e gli uomini dai 65 anni percepiscono la rendita AVS alla quale si aggiungono le prestazioni della previdenza professionale ed eventualmente della previdenza privata. L’AVS, la previdenza professionale e la previdenza privata sono i tre pilastri del sistema svizzero di previdenza per la vecchiaia. Noi oggi parliamo della previdenza professionale, cioè del secondo pilastro, che è obbligatorio per tutti i lavoratori. Inizia con l’accesso alla vita attiva, il primo gennaio dell’anno in cui si compiono i 18 anni, se il reddito è superiore a 21’150 franchi all’anno. Sia i lavoratori sia i datori di lavoro sono soggetti all’obbligo di contribuzione. I contributi sono dedotti direttamente dal salario. La rendita è calcolata in base ai contributi versati nel corso della vita attiva. Dipende inoltre dal regolamento della singola cassa pensioni. Il totale dei contributi costituisce l’avere di vecchiaia che è possibile riscuotere sotto forma di rendita di vecchiaia oppure, parzialmente, come capitale. La rendita è calcolata mediante l’«aliquota di conversione». L’aliquota di conversione minima è stabilita per legge e attualmente è fissata al 6,8 per cento (per uomini e donne in età ordinaria di pensionamento AVS). Nella consulenza odierna spieghiamo, tra l’altro, quali prestazioni sono assicurate; quali sono le condizioni per poter riscattare il capitale e i fondi accumulati; cosa sono il tasso di proiezione, il tasso o aliquota di conversione, il tasso d’interesse (minimo e massimo), il tasso tecnico e il grado di copertura.

Ospite:
Regis Dubied
, amministratore delegato della Assidu e perito federale in assicurazioni private

Le Storie di prima serata

Seguici con