La polemica tra élite e popolo nel romanzo grottesco e feroce di Giacomo Papi

A cura di Rossana Maspero

venerdì 24/05/19 09:30
Librintasca ve 24.05.2019

Il censimento dei  radical chic  (Feltrinelli editore) di Giacomo Papi immagina un mondo nel quale ci si vergogna di aver studiato, in cui esiste un'Autorità per la semplificazione della lingua italiana, in cui vengono cancellate dal vocabolario le parole difficili, gli intellettuali sono denigrati e in alcuni casi anche uccisi a botte (come accade al professore Prospero, padre di Olivia, una pasticcera che vive a Londra) e poi il governo organizza un censimento dei radical chic  (ovvero degli intellettuali, quell’élite che sembra essere inutile e pericolosa al tempo stesso per il ministro dell'interno) anche se ufficialmente lo fa per proteggerli dalle aggressioni, e dunque fa loro pagare anche un'iscrizione.

Giacomo Papi con Il censimento dei radical chic ha scritto un romanzo ironico e feroce insieme, che fa di un giallo un romanzo politico: specchio solo in parte deformato e pantografato di quello che succede oggi in Italia.

Serata tematica: Leonardo, genio immortale

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