Algoritmi che fanno TikTok. Come il nuovo social network (ci) cambia il mondo (3./3)

Dibattito a cura di Nicola Colotti

  • Scarica puntata
  • Condividi
  • a A

Dai 15 minuti di celebrità preconizzati da Andy Warhol ai 15 secondi di viralità su TikTok, piattaforma per la condivisione di video, il passo è tutto sommato breve: quello scandito da un algoritmo. Il “grande fratello” della comunicazione digitale nell’era delle reti sociali è lui, l’algoritmo che tutto vede e tutto seleziona per noi. Gli algoritmi di oggi, strumenti al servizio dell’intelligenza artificiale possono “conoscerci” (è forse meglio dire profilarci) persino meglio di quanto ci conosciamo noi stessi. Il successo dell’applicazione nata in Cina, diffusasi a livello globale tra gli adolescenti, mette sottopressione le altre reti sociali, da Facebook a Instagram (Meta di Zuckerberg), a YouTube per tacer di Twitter. Al punto che c’è chi parla di “Tiktokenizzazione” della comunicazione digitale globale. Con la tendenza a una frammentazione del mondo in video di 15/30 secondi che secondo taluni porterebbero a una perdita di senso, o se si vuole a una comunicazione senza senso. Inoltre, la crescente supremazia degli algoritmi che ci propongono contenuti e messaggi sempre uguali… a noi stessi, ci porterebbe verso una “dittatura” dei dati gestiti dall’Intelligenza artificiale e sfruttati dalle aziende big internet per realizzare ingenti utili la pubblicità. Al centro di tutto ci sono però gli utenti, le cui scelte indicano alcune cose interessanti, la prima delle quali è che non tutti devono per forza imboccare la via della Tiktokenizzazione del mondo, pena anche la perdita di identità originaria e quindi di utilizzatori.

Partecipano alla trasmissione:
Eleonora Benecch
i, docente di Culture digitali, Teoria e produzione audiovisiva e Social Media Management all’USI
Angelo Consoli, responsabile del Laboratorio di Cybersecurity e Cyber Intelligence (Dipartimento tecnologie innovative)
Alessandro Longo, giornalista, direttore di agendadigitale.eu