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Aumenta o diminuisce il consumo di sigarette in Svizzera?

Con Antonio Bolzani

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Partiamo da una semplice domanda nella puntata odierna poiché siamo un po’ disorientati da quanto abbiamo letto e sentito nei giorni scorsi. A quanto sembra i fumatori accaniti sono diminuiti in Svizzera. In effetti, se il numero di fumatori nella Confederazione rimane stabile al 27 per cento, la quota di coloro che si accendono oltre 20 sigarette al giorno si è dimezzata tra il 1992 e il 2017, passando dal 12 al 6 per cento. Lo ha rivelato in una nota l'Ufficio federale di statistica (UST che ha pubblicato le cifre dell'indagine sulla salute in Svizzera (ISS). Una buona notizia?

Sì, ma…, e qui veniamo alle altre notizie, la percentuale di fumatori non cala più dal 2007: il 27 per cento della popolazione fuma e la quota sale addirittura al 32 per cento tra gli adolescenti e i giovani adulti. In sintesi: il numero dei fumatori rimane più o meno lo stesso, con un incremento dei fumatori “light” e una diminuzione degli “accaniti”, e il numero dei giovani fumatori è tendenzialmente più elevato rispetto al passato così come sono in aumento, e questa è una buona informazione, coloro che intendono smettere di fumare. Inoltre, la Confederazione ha perso 14 posizioni nella speciale classifica europea della lotta al fumo e si ritrova penultima su 36 nazioni, davanti alla Germania.

Lo si è appreso la settimana scorsa durante l'ottava Conferenza europea sul tabacco e sulla salute che si è tenuta a Berlino. Per gli autori di questa graduatoria il nostro Paese sta faticando a mantenere il contatto con la moderna prevenzione del tabagismo e della nicotina a causa della scarsa protezione dei minorenni, delle regole vigenti in materia di pubblicità, di tasse non disincentivanti e della mancanza di una regolamentazione giuridica nazionale per le sigarette elettroniche.

C’è poi la parte relativa alle cifre: il consumo di tabacco in Svizzera provoca ogni anno 9'500 decessi. È responsabile del 10 per cento di tutti gli anni di vita persi o compromessi a causa di decessi e malattie. Causa costi medici diretti per almeno 3 miliardi di franchi ai quali si aggiungono 2 miliardi di franchi di perdite di produttività. Di fronte a così tanti dati, alle statistiche, alle diverse campagne di prevenzione effettuate in passato ma anche di fronte a chi si batte per la libertà di mercato e individuale e per la responsabilità personale di chi sceglie di assumersi il rischio di fumare, desideriamo quindi fare il punto su quanto si è fatto finora e su quanto rimane da fare sia in Ticino sia in Svizzera. Spazio poi anche al fumo passivo e all’offerta “alternativa” come il tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche.
Ci addentriamo quindi nell’ambito della lotta al tabagismo con

Ospiti:
Martine Bouvier Gallacchi, dottoressa e capo del Servizio di promozione e di valutazione sanitaria della Divisione della salute pubblica del Dipartimento della sanità e della socialità
Alessandra Bianchini, direttrice della Lega polmonare ticinese
Luciano Ruggia, direttore dell’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo