Ti_Press_SA_TPR418495.jpg
Millevoci

Il “tutto esaurito” nelle carceri svizzere, fra preoccupazioni e possibili rimedi per trovare spazi

  • 12.02.2026
  • 55 min
  • Antonio Bolzani
  • Ti-Press
Scarica

Il sovraffollamento nelle carceri svizzere sta occupando e preoccupando le autorità politiche del nostro Paese confrontate con situazioni che pongono inevitabili interrogativi e con un sistema che ha raggiunto il suo limite: ma cosa significa in concreto? E perché si è arrivati a questo punto? Secondo i dati del Monitoraggio della privazione della libertà, nel mese di dicembre dello scorso anno quasi metà dei penitenziari erano occupati oltre il 90%; negli istituti penitenziari ticinesi non ci sono più posti liberi a disposizione e in alcuni casi per la carcerazione preventiva si è dovuto ricorrere a delle celle adibite ad altri scopi. Anche nel Canton Grigioni i penitenziari cantonali presentano alti tassi d’occupazione. Le autorità vogliono trovare delle misure che non siano solo temporanee in un contesto in cui devono essere rispettati anche gli standard e le convenzioni internazionali in materia di detenzione. Per quanto riguarda il Ticino i dati e le cifre relativi al tasso di occupazione del carcere penale La Stampa e del carcere giudiziario e preventivo La Farera indicano che urgono delle soluzioni idonee e al passo con i tempi: non è una novità, il problema era noto e si sapeva che lo spazio a disposizione non è più sufficiente ma, nelle ultime settimane, si è raggiunto il record di presenze. In alcuni casi è ed è stato necessario, ma non auspicabile, l’utilizzo delle celle di fermo della polizia come celle di detenzione preventiva. Partendo dalla carenza di spazi e dal sovraffollamento, nella puntata odierna facciamo il punto alla situazione, soffermandoci sui detenuti e sulla loro provenienza; sugli agenti di custodia; sullo Stampino, la sezione aperta del carcere penale; sulla tipologia dei reati, sulle (troppe?) condanne detentive e sul vero o presunto aumento della criminalità; sulle scarcerazioni, sulle collaborazioni fra Cantoni e sulle eventuali estradizioni; sui supporti tecnologici di sorveglianza all’interno delle carceri; e sulla tenuta del Penitenziario cantonale della Stampa a Cadro a quasi 60 anni dalla sua realizzazione. Negli ultimi anni non sono mancate le riflessioni sul futuro di una struttura che oggi necessita di un’importante ristrutturazione e di un completo restauro: cosa conviene fare? Un carcere nuovo o riattare l’attuale? Voltaire, nel diciottesimo secolo, affermava che «Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri»: cosa occorre allora fare per migliorare? Dove e come intervenire? Quali e quanti investimenti devono essere fatti?

È ospite: Stefano Laffranchini, direttore delle strutture carcerarie ticinesi.

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare