Medici forensi al lavoro
Millevoci

La carenza di medici in Svizzera, fra dipendenza dall’estero, invecchiamento e accesso alle Università

  • 24.04.2026
  • 38 min
  • Antonio Bolzani
  • RSI
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La carenza e l’invecchiamento dei medici in Svizzera e l’accesso degli studenti -numerus clausus permettendo- nelle Facoltà di medicina delle Università del nostro Paese: ne parliamo oggi partendo da un significativo dato di fatto emerso ancora recentemente. In Svizzera nel settore della sanità è forte la dipendenza da medici formati all’estero. Più di 4 medici su 10 in attività nel 2025 hanno infatti conseguito le loro qualifiche oltreconfine. È quanto emerge dalle ultime statistiche, presentate nelle scorse settimane, dalla Federazione dei medici svizzeri (FMH). Più nel dettaglio, è salita al 43% la quota dei medici con una formazione in altri Paesi. Inoltre, sempre lo scorso anno, il 52% di 1’132 qualifiche federali come specialisti è stato assegnato a titolari di diplomi esteri. Vanno poi considerate 1’533 qualifiche di specialisti stranieri, che nello stesso anno sono stati riconosciuti. Più in generale, nel 2025, esercitavano la loro professione in Svizzera 44’612 medici: una cifra che in un anno ha segnato una crescita del 5%. Questo incremento, tuttavia, non è sufficiente per stare al passo con l’invecchiamento demografico e della stessa categoria: un quarto dei medici praticanti ha infatti 60 anni o più. Fra tutte le discipline, la densità di medici in Svizzera è pari a 4,2 capacità a tempo pieno per 1’000 abitanti: un dato comparabile a quello dei Paesi vicini. Ma la situazione è assai più difficile nella medicina di base, con 0,9 capacità. La FMH, quindi, ha sottolineato che a non accettare più nuovi pazienti è un terzo degli ambulatori di medici di famiglia. Per far fronte a questi problemi, l’organizzazione chiede l’adozione di nuove e maggiori misure, fra le quali un aumento dei posti di studio e dei posti di formazione dopo la laurea presso gli ambulatori e gli studi medici. Chiede inoltre migliori condizioni di lavoro, attraverso una riduzione degli oneri amministrativi, e modelli di orari più equilibrati. Queste proposte basteranno per far fronte alla penuria e all’invecchiamento dei medici in Svizzera e alla conseguente dipendenza dai dottori e dagli specialisti formati all’estero, considerando che le soluzioni temporanee non sono più sufficienti?

È ospite: Prof. Giovanni Pedrazzini, Decano della Facoltà di scienze biomediche all’USI (Università della Svizzera italiana) e fra coloro che hanno dato un impulso decisivo e determinante allo sviluppo della Cardiologia sin dalla nascita del Cardiocentro (1999). Il Prof. Pedrazzini ha ricoperto la funzione di co-primario a partire dal 2016 e quindi di primario dal 2020; collabora con l’EOC come medico consulente a tempo parziale.

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