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Quando gli asili nido non sono più dei luoghi sicuri e accoglienti per i bimbi

Con Antonio Bolzani

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Come trascorrono le giornate i bimbi che frequentano gli asili nido in Ticino? I genitori possono stare tranquilli, sapendo che i loro piccoli figli sono in buone e fidate mani? Sono domande che l’opinione pubblica si è posta nelle ultime settimane, dopo il caso di un asilo nido di Taverne al centro di un’inchiesta penale per presunti maltrattamenti da parte di due educatrici, ora detenute in prigione.
L’accusa è di strattonamenti, modi bruschi e utilizzo di linguaggi inappropriati nei confronti dei minori ospiti della struttura. Un caso grave isolato, peraltro dopo quello dell’asilo nido di Cadempino di quattro anni fa, o c’è da inquietarsi e mantenere molto alta l’attenzione pensando che in Ticino sono oltre 700 le educatrici e gli educatori attivi nelle oltre 60 strutture di accudimento e di accoglienza della prima infanzia?
Ricordiamo che il personale lavora, nell’ambito del settore dell’accoglienza e dell’educazione della prima infanzia, con quasi due mila bebè e bambini fino a 4 anni, ospiti di queste strutture. Della qualità e delle garanzie educative degli asili nido e della formazione e della scelta del personale, ci soffermiamo nella puntata odierna con

Ospiti:
Stevens Crameri
e Giordano Cusini, presidente e, rispettivamente, coordinatore dell’Associazione ticinese delle strutture d’accoglienza per l’infanzia della Svizzera italiana (ATAN);
Patrizia Terzaghi, direttrice del nido aziendale Primi Passi dell’Ibsa e membro di comitato dell’ATAN.