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Ripartire dalle donne: alla ricerca della sospirata parità di genere nel post pandemia

Con Antonio Bolzani

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Tutti tra le mura domestiche, ma a quale prezzo e con quali scenari futuri? Ponendo questa domanda, di grande attualità in questi mesi, il pensiero va subito alle donne che stanno pagando e, molto probabilmente, pagheranno in modo pesante le misure di contenimento di questa pandemia. È indubbio che il loro carico lavoro ha subito un ulteriore aggravio - tra casa, figli, scuola a distanza e professione - con potenziali conseguenze negative di lungo periodo sull'occupazione femminile, sui salari e sulla parità di genere. Inoltre, abbiamo constatato tutti quanto le donne siano state fondamentali e imprescindibili in queste settimane di crisi: lo abbiamo visto e le abbiamo apprezzate in quello che è stato ed è tuttora un ruolo centrale in campo medico, infermieristico, nella ricerca e, come detto, nel lavoro di cura e di sussistenza dentro e fuori casa.

Ma dove sono le donne, ora che si tratta di disegnare e di pianificare i piani di rilancio economico e sociale? Senza le donne non si va da nessuna parte ed allora, anche in Ticino, le stesse donne rivendicano la loro presenza e la loro partecipazione. La Federazione delle Associazioni Femminili Ticino Plus (FAFTPlus) ha scritto al Consiglio di Stato e ha lanciato una petizione pubblica  #ripartiredalledonne, che in brevissimo tempo ha raccolto il sostegno trasversale di numerosi enti ed organizzazioni del territorio e quasi 1200 firme. Uomini e donne che si aspettano di vedere esperte ai tavoli decisionali, la chiusura dei gap di genere come obiettivo strategico e indagini statistiche sui differenti impatti che la pandemia avrà su uomini e donne. Ad un anno dallo sciopero delle donne, questa è l'occasione per dimostrare che lo sviluppo sostenibile passa per l'eliminazione delle disparità di genere e che per ripartire dopo la crisi si dovrà costruire un contratto sociale per contrastare precarietà e disuguaglianze. Nella petizione si chiede tra l'altro“che venga istituzionalizzato un tavolo ad hoc per la ricostruzione paritaria, che possa valutare i provvedimenti che saranno decisi in una prospettiva di genere. Un tavolo che non è per dire 'ci sono anche le donne', perché non è solo una questione di presenza, quantitativa e rappresentativa, ma anche una questione di contenuti e di modalità di lavoro”.

Sugli orizzonti di media-lunga scadenza dei ruoli femminili e su come usciranno le donne da questa emergenza riflettiamo nella puntata odierna con:
Marialuisa Parodi, Presidente della FAFTPlus
Natalia Ferrara, granconsigliera, firmataria dell’Agenda 54 Donne Elettrici e membra del Comitato FAFTPlus
Davina Fitas, presidente della Commissione consultiva per le pari opportunità e membra del Comitato FAFTPlus
Pau Origoni, capo dell’Ufficio di statistica