Viaje andaluz: Granada, Cordoba e Siviglia

a cura di Elizabeth Camozzi

venerdì 27/04/18 09:05

In questa edizione, partiamo per il sud della Penisola Iberica, alla riscoperta dell’Andalusia: la più popolata comunità autonoma, nonché la seconda regione più estesa della Spagna dopo la comunità autonoma di Castiglia e León.

Conosciuta per il suo clima, per le bellissime spiagge chilometriche e per la ricchezza di storia e monumenti, ad oggi è sicuramente una delle regioni più visitate della Spagna. In effetti, quello dell’odierna Andalusia, è un territorio che fu colonizzato dai Fenici (8°secolo a.C.), poi conquistato dai Focesi (6° secolo) e dai Cartaginesi (500 a.C.). Alla fine del 3° secolo fu assoggettato dai Romani che, con Augusto, lo costituirono in provincia, con il nome di Baetica. All’inizio del 4° secolo. d.C. fu poi invasa dai Vandali, che lasciarono traccia nel nome della regione: Andalucía da Vandalicia, che dagli Arabi fu poi usato per indicare l’intera Spagna. E furono proprio gli Arabi che la occuparono nel 711, facendo di Cordoba il massimo centro della Spagna. Infine, con la riconquista cristiana del regno di Granata (1492), l’Andalusia entrò a far parte della storia generale della Spagna.

Il viaggio che proponiamo è quello di Laura: un viaggio on the road che tocca tre città che, di fatto, sono tra le più importanti del Sud della Spagna.

Granada, la perla dell'Andalusia che si sviluppò su di un antico municipio romano, il Municipium Florentinum Iliberritanum, riportato alla luce grazie agli scavi fatti nell’odierno quartiere moresco dell’Albaicín. Una città monumentale tra i fiumi Darro e Geni, che sorge ai piedi della Sierra Nevada, tra le sponde del Mediterraneo e l’entroterra andaluso. Un fascino ispano-mediorientale quello di Granada, fatta di edifici in stile nazari e di bagni arabi, in cui spicca l’Alhambra: la suggestiva fortezza araba, ricca di palazzi decorati e circondata dal verde.

Cordoba, la cui topografia urbana nel nucleo antico è di impronta araba. Ancora oggi conserva i suoi lineamenti originali: nell’aspetto pittoresco delle vie anguste e serpeggianti, con piccole piazze e case basse con cortili interni. Un piccolo gioiellino in cui lasciarsi incantare; dal bianchissimo quartiere ebraico ad esempio, oppure dal ponte romano sul Guadalquivir e, sicuramente, anche dalla Mezquita: uno dei monumenti più importanti della città, eredità del periodo musulmano la cui struttura è stata trasformata in una sorta di moschea/cattedrale per via dell’aggiunta di elementi in stile rinascimentale, gotico e barocco.

Siviglia, la capitale dell’Andalusia e la quarta città della Spagna per numero di abitanti (poco meno di 700 mila persone).  Lonely Planet, famosa guida di viaggio, ne ha decretato la medaglia d’oro nella classifica delle dieci città da visitare nel 2018. Una città che nell’ultima decade ha saputo trasformarsi e rinnovarsi: da metropoli congestionata dal traffico a città bike e tram friendly, da città che si adagia sugli allori della sua storia, a centro impegnato per far rivivere il suo passato artistico. Siviglia è davvero ricca di storia e di magia, di contaminazioni tra cultura cristiana e araba; passeggiare, ad esempio, per l'intreccio di vie della parte vecchia, salire poi in cima alla Torre Giralda, ammirare il panorama dal fiume Guadalquivir, senza dimenticare una visita alla Cattedrale di Santa Maria (l’edificio cristiano gotico più grande al mondo), a Plaza de España (una grande piazza in stile mudéjar che si trova nel bel Parco Maria Luisa di Siviglia) e al Real Alcazar (un palazzo fortificato, in cui sono presenti edifici di epoche diverse e un favoloso giardino).

 

 

E nel capoluogo dell’Andalusia, ci soffermiamo in modo particolareggiato raggiungendo sul posto Carola Bortesi dell’Ufficio turistico di Siviglia, che ci porta alla riscoperta anche degli angoli più autentici e veraci della città: tra mercati, tradizioni e usanze ed eventi.

 

Buono a sapersi:

- I 10 monumenti da visitare in due giorni a Siviglia

- Feria de Abril

Estate 2018

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