Tigran Hamasyan Trio, “Shadow Theater”.
Tigran Hamasyan: piano, Fender Rhodes.
Sam Minaie: contrabbasso
Arthur Hnatek: batteria
Tigran Hamasyan è uno dei grandi talenti del piano jazz affermatisi negli ultimi anni. Musicista possiamo dire da sempre, la sua dieta sonora è stata composita sin da bambino: i canti di tradizione armena ma anche dal resto del mondo, il pop ex-sovietico, l’hard rock, il be-bop e poi le nuove tendenze: hip-hop, trash metal, electronica…
Nato nel 1987 a Gyumri, nei pressi del confine tra Armenia e Turchia, Tigran inizia a strimpellare sul pianoforte di casa quando ha tre anni. Anche se cresciuto in una famiglia dove non c’era tradizione musicale, Tigran sfrutta le possibilità offerte a tutti nell’ex-URSS di avvicinarsi all’arte dei suoni e alla musica classica in particolare.
Si interessa però ben presto al jazz, improvvisando sulle melodie che ascolta dai dischi e non tralascia di approfondire pure il canto. È la vocalità della musica popolare armena ad affascinarlo, aspetto che lo accompagna tuttora nella sua ricerca musicale.
Da adolescente inizia a tenere concerti in pubblico e partecipa al Festival Jazz di Yerevan. Viene notato dagli appassionati e dagli addetti ai lavori, in particolare dal pianista francese di origine armena Stéphane Kochoyan che lo introduce sulla scena jazz europea. È il momento dei concorsi: nel 2002 a 15 anni vince il terzo premio al Concorso internazionale di piano jazz Martial Solal di Parigi, l’anno successivo i primi premi al Revelation Contest di “Jazz à Juan” e al Montreux Jazz Solo Piano Competition.
Il 2003 è un anno importante per la sua crescita artistica perché si stabilisce a Los Angeles con la famiglia per completare gli studi. Sulla scena californiana, e statunitense in generale, non fatica ad ambientarsi e inizia a collaborare con numerosi musicisti, fra questi i batteristi Nate Wood e Ari Hoenig, il bassista Sam Minaie, il sassofonista Ben Wendel e diversi altri. Nel 2006 è a New York, dove vince il Thelonious Monk Piano Competition presieduto da Herbie Hancock.
Il resto è storia recente, con una carriera che si sviluppa velocemente tra esibizioni e registrazioni in piano solo, con la sua band Aratta Rebirth, con i propri trii e quintetti. Ad oggi Tigran ha pubblicato a suo nome sei album: "World Passion" (con un suo gruppo californiano, 2006), "New Era" (2007, in trio), "Red Hail" (con la band Aratta Rebirth, 2008), il piano solo "A Fable" (2010, per Verve) e il recente "Shadow Theater" (pure Verve, 2013). Tra le collaborazioni importanti citiamo quelle con Trilok Gurtu, il virtuoso di oud Dhafer Youssef, il collettivo di dubstep LV, il produttore hip-hop Prefuse 73, con il collega armeno-americano Serj Tankian. Un nuovo album in trio è annunciato per l’autunno di quest’anno mentre nel 2015 è uscitò per ECM un’originale produzione, registrata in collaborazione con Rete Due all’Auditorio RSI, che vede il pianista impegnato con musicisti norvegesi: il trombettista e cantante Arve Henriksen, il chitarrista Eivind Aarset, il manipolatore di suoni Jan Bang.
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