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Beachvolley in burqini a Copacabana

Debutto a Rio per le egiziane Meawad e El-ghobashy

  • 08.08.2016, 21:22
  • Oggi, 15:36
Culture a confronto

Culture a confronto

  • Keystone
Di: RSI Sport 

Da una parte della rete Nada Meawad e Doaa El-ghobashy, dall'altra Laura Ludwig e Kira Walkenhors. Tutte e quattro alzano, schiacciano, saltano e si buttano sulla sabbia della spiaggia di Copacabana, ma le prime lo fanno coperte da capo a piedi, le altre in bikini. Culture diverse, unite dalle Olimpiadi di Rio 2016. L'immagine della partita tra le egiziane e le tedesche è una delle più forti di questi primi giorni dei Giochi, già definita uno spot per l'integrazione attraverso lo sport.

"Sono orgogliosa di indossare l'hijab. Il velo non mi impedisce di fare ciò che amo, come il beachvolley", ha dichiarato la El-ghobashy. La sua compagna di squadra non si è coperta la testa, ma pure lei si è presentata con gambe e braccia coperte. La divisa è stata approvata dalla Federazione internazionale.

La sfida tra bikini e burqini è finita 21-12 21-15, ma nonostante il risultato le nordafricane sono soddisfatte. "Siamo felici perché siamo in uno dei posti più belli al mondo per giocare a beach. È solo un anno che ci alleniamo e siamo già alle Olimpiadi. Non possiamo che essere orgogliose". Le due non sono le uniche musulmane a vestire abiti tradizionali: ci sono anche la statunitense Ibitaj Muhammad, nella sciabola, o la portabandiera iraniana Zahra Nemati, campionessa di tiro con l'arco in carrozzina.

Nada Meawad e Doa El-ghobashy

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