dall'inviato a Rio de Janeiro Marcello Ierace
Quando, nel più classico dei modi, una passione ti dà da vivere. Jalinka Michaux da Locarno si è spostata a Losanna per studiare e poi lavorare. Un'occupazione che l'ha portata, in queste settimane, fino alle Olimpiadi di Rio. Sì, perché la ragazza sopracenerina, che fino ad un paio d'anni fa giocava nella LNA femminile svizzera, ora è un'impiegata della FIBA, la Federazione internazionale di basket, e si occupa di operazioni media.
"Lavoro alla FIBA da quattro anni, ho fatto già altri grandi eventi come Europei e Mondiali, ma questa è la prima Olimpiade e quindi sono molto emozionata e contentissima di essere qui - ci dice la stessa Jalinka - La difficoltà in più rispetto alle altre volte è che questo è un evento multisport e quindi non siamo responsabili di tutta l'organizzazione, siamo anche noi ospiti. Cerchiamo di aiutare gli organizzatori a creare un evento basket che sia al top".
"La cerimonia d'apertura è stata un momento emozionantissimo, non si può spiegare"
Jalinka Michaux
Curare i rapporti coi media con in giro i richiestissimi giocatori della NBA (le conferenze stampa e le zone miste per le interviste sono assolutamente prese d'assalto) non è un impegno da poco. "A dire il vero il fatto che ci sia il Team USA non è per forza una difficoltà in più - annota la ticinese - Anzi per noi è un'opportunità perché ci permette di raggiungere un pubblico maggiore, che magari non segue il basket in modo abituale".
Rio 2016, l'intervista a Jalinka Michaux (09.08.2016)
RSI Sport 09.08.2016, 17:31
