Sul podio olimpico capita spesso di vedere atleti in lacrime. Lacrime di gioia per il traguardo raggiunto o, in caso di mancato oro, di amarezza per un risultato che poteva essere alla portata. Il pianto di Renaud Lavillenie, favoritissimo per la vittoria finale nel salto con l'asta, è però da ricondurre alle bordate di fischi che i tifosi brasiliani gli hanno riservato dapprima durante la gara e poi per l'appunto alla consegna delle medaglie. La ragione? Il transalpino gareggiava contro un astista verdeoro, che ha poi vinto la competizione.
"Alle Olimpiadi una cosa del genere era successa solo a Jessie Owens a Berlino nel 1936", ha polemicamente commentato il francese a caldo, salvo poi scusarsi e ammettendo che il paragone con i Giochi nazisti fosse fuori luogo. Sull'accaduto è intervenuto anche il presidente del CIO Thomas Bach, il quale ha dichiarato che "un comportamento del genere da parte del pubblico è inaccettabile alle Olimpiadi".
"Questo non è calcio, certi eccessi non fanno parte dello spirito olimpico"
Renaud Lavillenie
Anche il nuovo campione olimpico, il brasiliano Thiago Braz Da Silva, ha voluto esprimere il proprio sostegno al 29enne: "Lui è un modello per me. Se non avesse saltato 5,89m, io non sarei riuscito a fare 6,03m".
Rio 2016, la premiazione del salto con l'asta maschile (17.08.2016)
RSI Sport 17.08.2016, 17:08
