Ha creato non pochi malumori la decisione del Comitato olimpico internazionale di non sospendere l'intera delegazione russa dai Giochi di Rio, demandando l'iniziativa alle singole federazioni. Tra i delusi vi è anche il presidente di Swiss Olympic, Jörg Schild, che non usa mezzi termini: "Siamo delusi e sorpresi perché il CIO non si assume le responsabilità direttive che gli appartengono, trasferendole alle singole federazioni".
Ma le parole più risentite il 70enne basilese le ha avute per la Russia: "Ci sentiamo traditi. La Russia faceva parte della famiglia olimpica, come gli altri comitati nazionali, e insieme ai nostri atleti ci sentiamo veramente ingannati", ha concluso.
Dello stesso tenore anche Matthias Kamber, direttore dell'Agenzia antidoping svizzera che in accordo con altre agenzie aveva chiesto di escludere la Russia dai Giochi. "La decisione del CIO è scoraggiante ed è un passo indietro per gli atleti puliti e per chi denuncia queste pratiche", si legge in una nota.
"La Russia ha per anni favorito il doping di stato [...] Sarà ora ancora più difficile per le agenzie nazionali proseguire la lotta al doping in modo coerente e credibile"
Matthias Kamber
Il servizio con Jörg Schild (Radiogiornale 25.07.2016, 12h30)
RSI Sport 25.07.2016, 14:37
Contenuto audio
Decisione CIO, le dichiarazioni di Jörg Schild (Telegiornale 25.07.2016, 20h00)
RSI Sport 25.07.2016, 14:24
