Nonostante le limitazioni per la pandemia di COVID-19 negli Stati Uniti non si rinuncia alla lotta al doping. L'agenzia americana USADA ha infatti lanciato due settimane fa il programma di test Believe 2020, il cui principio è semplice: un kit viene previamente inviato agli sportivi che, nel momento in cui ricevono la chiamata, devono prendere un campione di urina e di sangue con un controllore collegato in videoconferenza. La prova viene poi sigillata e inviata a un laboratorio.
"Questo programma è unico al mondo nel suo genere - ha spiegato Travis Tygart, CEO dell'USADA - È diventato necessario quando si sono resi impossibili i normali test di controllo e quelli a sorpresa a causa del distanziamento sociale cui dobbiamo attenerci". Una quindicina di atleti, tra cui la nuotatrice pluriolimpionica Katie Ledecky e lo sprinter Noah Lyles, campione del mondo in carica nei 200m, si sono offerti volontari per partecipare al rodaggio del teletest.
Se il prelievo del sangue risulta abbastanza semplice, per quello delle urine è stato studiato un sistema che preservi la privacy degli sportivi coinvolti: gli atleti devono innanzitutto filmare il bagno per dimostrare che non vi sono nascosti altri campioni né persone che potrebbero orinare al loro posto, poi devono riempire il flacone senza filmarsi e infine con la telecamera accesa attaccare un'etichetta termosensibile per dimostrare che il liquido è ancora caldo. Tutta questa parte è cronometrata da parte del controllore dell'USADA, che può così paragonare le tempistiche tra i vari test effettuati.
Il servizio con Ernst König e Olivier Niggli (Rete Uno Sport 19.04.2020, 18h30)
RSI Sport 19.04.2020, 18:30
Contenuto audio
Coronavirus, il servizio sul doping (Telegiornale 13.04.2020, 20h00)
RSI Sport 13.04.2020, 21:41



