Il podio degli 800m femminili, in programma sabato alle Olimpiadi di Rio, sembra ormai definito. A salirvi, salvo stravolgimenti, saranno tre ragazze balzate alle cronache e finite anche nella bufera a causa della loro intersessualità: Caster Semenya, Francine Niyonsaba e Margaret Wambui. Dall'anno scorso non sono infatti più obbligate a sottoporsi a cure ormonali specifiche per limitare il livello di testosterone naturale, grazie a una decisione del TAS secondo cui il sesso non si può definire in modo esclusivamente binario.
In pista con loro dovrebbe esserci anche la nostra Selina Büchel, che ha un'opinione chiara: "Le accetto come normali avversarie. È un tema molto complesso e non posso farmi un'opinione perché la mia materia è un'altra, quella di correre. Mi devo concentrare solo su me stessa per dare il mio massimo", ha detto la sangallese.
Non tutti però la pensano come l'elvetica. Brenda Martinez dopo la sua eliminazione ai trials statunitensi aveva infatti dichiarato ai giornalisti di essere "contenta di non disputare la gara a Rio perché si sarebbe trovata a correre con Caster, Francine e Margaret". In seguito si era spiegata affermando che non sarebbe giusto escludere qualcuno solo perché è diverso, ma che bisognerebbe imporre ad atlete come la Semenya di mantenere basso il livello di testosterone.
Il servizio con Selina Büchel (Rete Uno Sport 16.08.2016, 12h30)
RSI Sport 16.08.2016, 14:34
Contenuto audio
