di Omar Gargantini
Voleva farsi questo pendio amico e c’è riuscita. Cinque giorni di prove, analisi e correzioni, uniti alla straordinaria capacità di esaltarsi nelle gare secche che è prerogativa solo dei grandi campioni. E Lara Gut ha trasformato le sensazioni indigeste del primo impatto domando anche una pista tutt’altro che adatta alle sue caratteristiche. Seconda nella manche di discesa della supercombinata, bronzo a un respiro dal titolo nella discesa “vera”. Mica poco!
Lara però è un cavallo vincente e dunque non s’accontenta: lei vuole vincere. Sempre. E il super G sembra essere un segno del destino: perché è la “sua” gara, già vinta tre volte in questa stagione tanto da ergersi a leader della classifica di specialità; e soprattutto perché arriva al momento giusto. Potrà infatti trasformare in adrenalina la frustrazione di un titolo sfuggitole per una piccola sbavatura sull’ultimo salto: e statene certi che lo farà.
La ticinese è una delle favorite se non la favorita in assoluto. Okay il bronzo, ma da come guardava la medaglia mercoledì sera quando l’ha ricevuta, si capisce che non le basti proprio. È l’oro il suo obiettivo, la sua ossessione. Ha 22 anni e potrebbero esserci altre occasioni in futuro (la Maze ha dovuto aspettare la quarta Olimpiade per riuscirci!), ma è giusto cavalcare l’onda del momento. Perché non si sa mai. E perché i cavalli di razza vogliono solo vincere.



